Nato da antica
famiglia di origine emiliana. Nel 1912 si trasferì con i suoi a
Torino dove compì gli studi classici laureandosi poi in scienze
economiche ed in legge. Già durante il liceo si era rivelata la sua
inclinazione per la pittura e mentre seguiva i corsi universitari
cominciò ad esporre nelle mostre locali, partecipando anche per
breve tempo al gruppo futurista torinese. Datano dal 1927-28 i suoi
primi incontri con quelli che erano allora i pittori più vivi e
spregiudicati di Torino, soprattutto con Casorati, Menzio, Chessa, Levi,
Bozzetti ecc. Furono queste amicizie particolarmente stimolanti e positive per
Ia sua formazione. Nel 1928 si reca a Parigi dove soggiorna a lungo conoscendo
così da vicino la pittura francese dall'imoressionismo in poi, socialmente
interessato alle opere recenti di Picasso di Matisse, di Dufy, di Braque,
artisti di cui poco si conosceva in Italia. Nel 1929, di ritorno a Torino. Si unì
con gli amici Chessa, Galante, Levi, Menzio e Boswell costituendo il gruppo dei
"Sei Pittori".
Questo movimento ebbe vita breve ma intensa e non inutile: avendo in Lionello
Venturi ed Edoardo Persico due impareggiabili sostenitori e consiglieri si battè,
in un clima di nazionalismo artistico, per un'arte ilaliana libera, aperta aí
vitali fermenti europei. Dopo le fortunate mostre del 1929-30 a Torino, Genova e
Milano, il gruppo praticamente si sciolse. Paulucci, Menzio e Levi tennero
ancora insieme nel 1931-32 mostre a Parigi, Londra e Roma, poi ognuno prese la
sua strada, anche se fedele nel tempo a delle prime giovanili esperienze. Dopo
queste prime affermazioni I'attività dí Paulucci fu assai varia ed intensa e
lo portò a lunghi soggiorni a Roma, Firenze, Parigi, Londra, ed a stringere
stimolanti amicizie con pittori, scrittori ed artisti in Italia e fuori. Intanto
le grandi rassegne italiane, dalla Biennale di Venezia alla Quadriennale di
Roma, gli dedicavano mostre e sale personali, a cui partecipò ottenendo premi e
riconoscimenti. A Torino, dove non esistevano allora mercanti aggiornati né
sodalizi o musei attenti alle nuove tendenze dell'arte, fondò con Felice
Casorati lo studio Casorati-Paulucci, dove organizzò tra le altre la prima
mostra italiana d'arte astratta del gruppo milanese del Milione. Diresse poi,
sempre con Casorati, lo studio "La Zecca" dove si tennero mostre che
per il clima di allora si consideravano d'avanguardia. Così nel 1938 fondò e
diresse il Centro delle Arti, con mostre di artisti allora poco conosciuti a
Torino. Nel 1939 Paulucci è chiamato alla cattedra di pittura dell'Accademia
Albertina. Il suo insegnamento liberò da pregiudizi accademici segnò l'inizio
di più attuali orientamenti negli studi. Dopo la guerra, con l'allargamento
degli orizzonti e le nuove esigenze estetiche che andavano maturandosi, Paulucci
arricchì e rinnovò le proprie esperienze; la sala allestita nel 1956 alla
Biennale di Venezia segnò un importante momento nel suo sviluppo artistico.
Paulucci si è dedicato alla scenografia teatrale e cinematoqrafica, e ad opere
di ampia decorazione, mentre la sua opera di incisore e di litografo è stata in
questi ultimi anni assai attiva ed originale. Nel 1955 è stato chiamato alla
direzione dell'Accademia Albertina.
Opere di Paulucci si trovano in molte gallerie e musei italiani ed esteri,
principalmente a Roma, Torino, Genova, Milano, Palermo, Parigi, Londra, Mosca,
Buenos Ayres, Caracas, San Paolo, Tel Aviv, Haifa.
(Da: G. C. Argan:
"Paulucci", Torino 1962)
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